martedì 23 febbraio 2010

Il Giovane Toscanini






Il Giovane Toscanini
Genere: Biografico, Musicale
Durata: 109 min
Regia: Franco Zeffirelli
Scritto da: William Stadiem
Prodotto nel 1988 da Fulvio Lucisano Per Italian International Film, Canal Plus (paris), ( Tarak Ben Ammar Per Carthago Films
Distribuito da: Skorpion Entertainment, Domovideo, Multigram, Dlf
Formato: PANORAMICA
Attori: C. Thomas Howell nel ruolo di Arturo Toscanini
Elizabeth Taylor nel ruolo di Nadina Bulicioff
Sophie Ward nel ruolo di Margherita
Pat Heywood nel ruolo di Madre Allegri
Jean-pierre Cassel nel ruolo di Maestro Miguel
Philippe Noiret nel ruolo di Don Pedro Ii
Carlo Bergonzi nel ruolo di Bertini
Irma Capece Minutolo nel ruolo di Signora Mantelli
Nabila Khashoggi nel ruolo di Cantante
John Rhys-davies nel ruolo di Rossi
Franco Nero nel ruolo di Toscanini Da Vecchio Montaggio:
Jim Clark
Brian Dates
Amedeo Giomini Costumi:
Tom Rand Fotografia:
Daniele Nannuzzi Scenografia:
Andrea Crisanti Soggetto:
Franco Zeffirelli
Ennio De Concini Musiche:
Roman Vlad
Trama:
Al piccolo Arturo Toscanini capita di ascoltare a otto anni col padre, alla Scala, la cantante Nadina Bulicioff, in una superba interpretazione dell'Aida. Appassionato della musica fin da fanciullo, a diciotto anni conosce già a memoria le partiture dei più grandi maestri. Ma quando si presenta come violoncellista alla Scala per un concorso, si lascia sopraffare dal temperamento impulsivo e arrogante, insulta la giuria e se ne va senza ottenere il posto. Approfittando di questa situazione Rossi, un impresario teatrale di provincia, propone a Toscanini di recarsi con la sua compagnia a Rio de Janeiro, per una rappresentazione, appunto, dell'Aida. Sulla nave Arturo incontra Margherita, una giovane aristocratica lombarda, decisa a farsi religiosa, al seguito di un estrosa Madre Allegri, per recare soccorso ai poveri: fra i due nasce un idillio. Giunto a Rio, Toscanini incontra Nadina Bulicioff, che, abbandonata la musica per farsi favorita dell'imperatore Pedro II, desidera ora esercitarsi, per poter di nuovo cantare nell'Aida. Si susseguono, per il giovane Toscanini, ritorni frequenti dalla Bulicioff per gli esercizi, intrecciati a incontri con Margherita e prove per l'Aida, con un Direttore d'orchestra incompetente. Toscanini viene di nuovo tradito dal suo temperamento irascibile e si allontana. Poichè la sera della prima rappresentazione dell'Aida il Direttore d'orchestra viene rifiutato dal pubblico per suggerimento della Bulicioff, si cerca febbrilmente Arturo Toscanini, l'unico ritenuto in grado di sostituirlo. La serata è un trionfo, anche la Bulicioff, fino allora schiavista, lo costringe a interrompere la rappresentazione per dichiarare di essere favorevole alla libertà per gli schiavi. Dopo questa tournée, Toscanini riparte per l'Europa.

I Funghi

Cosa sono i funghi

I funghi sono organismi eucarioti – il cui materiale genetico è racchiuso da una membrana all'interno di un nucleo – immobili e non fotosintetici; rappresentano uno dei cinque Regni in cui sono stati suddivisi tutti gli esseri viventi: il Regno dei Fungi o Miceti.

I funghi sono organismi fondamentalmente semplici, privi di tessuti differenziati e specializzati.Non essendo dotati di clorofilla e non potendo quindi effettuare fotosintesi e ricavare energia dal sole come le piante, si devono necessariamente nutrire dei composti organici sintetizzati da altri esseri viventi; appartengono di conseguenza al novero degli organismi eterotrofi: le sostanze nutritizie che necessitano per vivere vengono assorbite direttamente dall'ambiente esterno.
Cosa fanno, dove vivono, come si nutrono
Il loro "ruolo", in natura, è fondamentalmente quello di decomporre il materiale organico e renderlo così disponibile, in forma di concime, alle piante verdi; per farlo crescono e proliferano in quasi tutti gli ambienti, alla luce del sole o al buio.I funghi vivono, per esempio, nel suolo, nella vegetazione marcescente e all'interno o sulla superficie di molti alimenti dell'uomo; alcune specie colonizzano abitualmente anche il nostro apparato digerente. In genere si nutrono dei tessuti di organismi morti, ma alcune specie sono in grado di attaccare anche esseri viventi, nel qual caso possono essere causa di numerose malattie infettive, anche per l'uomo.Le modalità di nutrimento dei funghi sono essenzialmente tre:
funghi saprofiti: si nutrono di materiale organico appartenente a organismi vegetali o animali morti;
funghi parassiti: per nutrirsi aggrediscono piante e animali ancora viventi, causandone a volte anche la morte; rappresentano gli agenti patogeni all'origine delle micosi;
funghi simbionti: vivono a stretto contatto con altri esseri viventi, ma in questo caso il vantaggio – a differenza che nel parassitismo – è di entrambe le specie coinvolte in questo scambio di tipo mutualistico; esempi di relazioni simbiotiche sono i licheni (tra un fungo e un alga) o le micorrize (tra un fungo e una pianta verde, a livello delle radici).
Come sono fatti
In quanto eucarioti, i funghi sono provvisti di organelli cellulari dotati di membrane e di un nucleo contenente un nucleolo e un numero specifico di cromosomi legati alla membrana nucleare.
Al Regno dei Funghi appartengono sia organismi estremamente semplici, che comprendono una sola cellula, sia organismi pluricellulari e relativamente complessi, strutturati in filamenti a loro volta unicellulari o pluricellulari, chiamati ife. È il fitto intreccio delle ife che costituisce il micelio, ossia l'apparato vegetativo (il "corpo") dei funghi.
Le ife pluricellulari sono generalmente settate: le cellule che le compongono sono infatti separate da pareti cellulari che consentono, in alcuni casi, il passaggio di materiale e persino di organelli tra una cellula e l'altra. Questa forma di comunicazione cellulare all'interno dei singoli filamenti è resa possibile dalla presenza, nelle pareti che separano cellule adiacenti, di uno o più pori.Le ife non settate sono invece costituite da un'unica cellula plurinucleata.
Come nelle piante, quindi, anche nei funghi si osserva in genere la presenza, intorno alla membrana, di una rigida parete cellulare; a differenza della parete delle cellule vegetali, costituita in prevalenza da cellulosa, quella dei funghi è però composta soprattutto da chitina, un differente polisaccaride che si ritrova anche nell'esoscheletro rigido e impermeabile degli insetti e degli artropodi in generale.
La riproduzione asessuata
La riproduzione dei funghi può avvenire per via sessuata – attraverso la fusione di due o più nuclei con un diverso patrimonio genetico – o asessuata, con cicli vitali che possono essere semplici, ma anche molto complessi. La riproduzione passa nella maggior parte dei casi attraverso la creazione di spore, cellule riproduttive specializzate che sviluppandosi danno origine a un nuovo fungo.
La riproduzione asessuata si può avere per:
scissione: una cellula madre si suddivide per mitosi in due cellule identiche tra loro e con il medesimo patrimonio genetico della cellula originaria. Meccanismo diffuso nei lieviti (ascomiceti) e in genere nei funghi unicellulari;
gemmazione: dalla cellula madre si forma una piccola protuberanza chiamata gemma, all'interno della quale migra un nuovo nucleo cellulare; la gemma si può poi staccare andando a formare un individuo autonomo, oppure può restare dov'è e, sviluppandosi, contribuire alla formazione di una colonia di funghi; a differenza che nella scissione, nella gemmazione c'è una ripartizione diseguale del materiale cellulare tra la cellula madre e la gemma in formazione. È un sistema riproduttivo diffuso soprattutto tra i lieviti;
frammentazione: dall'apparato vegetativo di un fungo pluricellulare si distacca una porzione in grado di accrescersi e sopravvivere in maniera indipendente;
sporulazione: all'interno di particolari strutture a forma di "sacchetto globoso" chiamate sporocisti, molti funghi pluricellulari producono delle spore che, quando vengono liberate in contesti ambientali favorevoli, si sviluppano fino a dare un nuovo individuo; se le condizioni ambientali non sono adatte queste spore, grazie alla spessa parete protettiva che le avvolge, sono in grado di resistere rimanendo quiescenti anche per lunghi periodi di tempo, in attesa del momento più propizio per svilupparsi. Le spore, a seconda del fungo che le produce, possono essere dotate di un flagello e dunque mobili (le zoospore), oppure prive di appendici adibite alla locomozione e dunque incapaci di spostarsi (le aplanospore).
La riproduzione sessuata
La riproduzione per via sessuata inizia con la produzione di spore maschili e femminili all'interno di strutture del fungo specializzate per la riproduzione, chiamate corpi fruttiferi o carpofori (nelle specie comuni che crescono sul suolo di boschi e prati rappresentano la parte di fungo che fuoriesce dal terreno).
Quando le spore sono mature vengono liberate e diffuse nell'ambiente tramite il vento, l'acqua o gli insetti. Nel caso raggiungano un substrato adatto e siano presenti condizioni ambientali favorevoli, germinano e danno origine alle ife che costituiscono il cosiddetto micelio primario; questo è però ancora privo delle strutture riproduttive presenti nel fungo maturo.
Se l'ifa "maschile" entra in contatto e si fonde con l'ifa "femminile" (che si è sviluppata a partire da una spora prodotta da un differente individuo oppure, in alcuni casi, anche dal medesimo fungo), l'unione dei due miceli primari dà origine al micelio secondario: si arriva così allo sviluppo del carpoforo vero e proprio del fungo maturo, con le sue strutture riproduttive specializzate, i gametangi.
È all'interno di queste strutture che, in seguito alla ricombinazione del patrimonio genetico delle ife, si forma la cellula (zigote) che darà origine, sviluppandosi, a un nuovo individuo.

lunedì 22 febbraio 2010

Le farfalle


Le farfalle
Ricerca di scienza su un organismo e sulle caratteristiche che lo rendono vivente.
Le farfalle appartengono alla classe degli insetti-lepidotteri, quindi come ogni insetto, gli esemplari adulti sono ricoperti da una specie di corazza chiamata esoscheletro che protegge il loro corpo.
Le farfalle nel corso del loro sviluppo subiscono una metamorfosi che comprende, oltre all’uovo, tre stadi ben differenziati: larva(stadio in cui la farfalla è ancora un bruco), crisalide( il bruco si chiude in una specie di “sacco” dove avviene la trasformazione in farfalla),infine l’animale diventa adulto e la metamorfosi è compiuta: è diventato una farfalla.Le uova sono spesso deposte su piante che possono servire all’alimentazione della larva quando queste si schiuderanno. Dall’uovo fuoriesce una larva con molte zampe: il bruco. Esso attraversa una fase d’accrescimento prima di d iventare una crisalide, per questo la larva durante questa fase subisce una serie di mute della pelle. Finito l’accrescimento il bruco cerca un luogo dove poter tessere il bozzolo entro cui trasformarsi in crisalide, qui si completa la metamorfosi da cui uscirà l’insetto adulto: la farfalla.L’esemplare adulto vola via per nutrirsi ed accoppiarsi, il ciclo biologico quindi torna a ripetersi anche più volte. Gli esemplari maschi per attirare le femmine hanno colori sgargianti grazie ai pigmenti sulle squame delle ali,
Spesso le femmine, invece sono più grandi e presentano colori meno appariscenti che le mimetizzano e le nascondono allavista dei predatori.
Le farfalle per poter vivere succhiano il nettare dei fiori grazie alla loro bocca a forma di tubo che aspira il nutrimento, è infatti un apparato succhiatore che poi durante il volo viene ripiegato come una spirale sotto il capo.
L’organismo delle farfalle può essere considerato un sistema vivente perché è costituito da un insieme di elementi (apparato boccale che permette il nutrimento e quindi la crescita, ali e zampe che permettono il movimento, apparato genitale che permette di riprodursi) che interagiscono tra loro e rendono possibile il funzionamento dell’organismo e quindi la vita dell’insetto. Inoltre questo sistema non è chiuso o isolato, ma aperto perché scambia materia e energia con l’esterno; infatti grazie al cibo che l’animale ingerisce e l’energia che riceve dal sole la farfalla interagisce con l’ambiente esterno e può quindi vivere. Un esempio è che le farfalle non hanno una temperatura corporea propria, quindi al mattino per poter volare devono riscaldare la propria muscolatura assorbendo i raggi del sole. Inoltre posandosi di fiore in fiore la farfalla permette l’impollinazione delle piante e contribuisce a sua volta alla vita di queste ultime.

martedì 9 febbraio 2010

Film - Polloock







Pollock


Nazione Usa Anno: 2000 Biografico, Drammatico Colore: C Regia: Ed Harris Cast: Ed Harris (Jackons Pollock) Marcia Gay Harden (Lee Krasner)Amy Madigan (Peggy Guggenheim)Jennifer Connelly (Ruth Klinman)Jeffrey Tambor (Clement Greenberg)Bud Cort (Howard PUTZEL) John Heard (Tony Smith)Val Kilmer (Willem De Kooning) Stephanie Seymour (Helen Frankenthaler)Tom Bower (Dan Miller)Robert Knott (Sande Pollock)Matthew Sussman (Reuben Kadish)Sada Thompson (Stella Pollock) Norbert Weisser (Hans Namtha)Sally Murphy (Edith Metzger)Molly Regan(Arloie Pollock)Annabelle Gurwitch (May Rosenbertr) Barbara Garrick (Betty Parsons)Claire Beckman (Vita Peterson)David Leary (Charles Pollock)Donna Mitchell (Elizabeth Pollock)Eduardo Machado (Alfonso Ossorio)Everett Quinton (James Johnson Sweeney)Frank Wood (Frank Pollock)Isabelle Townsend (Mercedes Matter)Jill Jackson (Alma Pollock) John Rothman (Harold Rosenberg) Julia Anna Rose (Marie Pollock)Katherine Wallach (Barbara Kadish)Kenny Scharf (Williams Baziotes) Kyle Smith (Jonathan Pollock A 8 anni)Moss Roberts (Ted Dragon)Sondra Jablonski (Jeremy Pollock A 11 anni)Stephen Beach (Jay Pollock) Soggetto: Gregory White Smith, Steven Naifeh Sceneggiatura: Barbara Turner, Susan J. Emshwiller Montaggio: Kathryn Himoff Scenografia: Mark Friedberg Fotografia: Lisa Rinzler Musiche: Jeff Beal Effetti: Gary Krause, Industrial Light & Magic, Mark Bero, Steve Kirschoff
Trama
Gli ultimi due anni della vita e della carriera del pittore americano Jackson Pollock, esponente di punta dell'espressionismo astratto, periodo in cui gli è accanto la moglie Lee Krasner, anche lei affermata pittrice. La comune passione per l'arte cementa il loro amore che però è messo in crisi dalla depressione, dalle sbronze e anche dai tradimenti di lui. Nonostante il successo raggiunto Pollock era in preda a tali tormenti che lo spinsero a cercare rifugio nell'alcol. Nell'agosto del 1949, il periodico 'Life Magazine' si chiedeva:"Jackson Pollock è il più grande pittore vivente degli Stati Uniti?" Era infatti fra i più noti artisti americani, ma la sua anima tormentata - che probabilmente lo aveva spinto a dipingere - lo portò all'autodistruzione.

Biografia - Jackson Pollock


Fondamentale artista della storia americana, Jackson Pollock nasce il 28 gennaio 1912 a Cody nello stato del Wyoming.
E' il rappresentant
e più emblematico della cosiddetta
"action painting", la corrente che rappresenta il contributo americano all'informale e che consiste nel trattare
la tela con ampi e violenti movimenti del pennello, attraverso "azioni" appunto dinamiche.Pollock è un possente artista e i suoi quadri emanano una selvaggia energia che non può lasciare indifferente l'osservatore.
Trascorre l'infanzia e l'adolescenza in Arizona e California. La sua è una famiglia contadina assai numerosa(Jackson è ultimo di cinque figli), di origine scozzese-irlandese.
Già a quindici anni Jackson è piuttosto irrequieto e dedito all'alcool. Frequenta la High School di Reverside dalla quale viene
allontanato per indisciplina e, nel 1929, pure dalla High School di Los Angeles, alla quale si era iscritto nel 1925. Durante la Grande Depressione abita a New Yor
k, dove vive alla giornata e dove frequenta i corsi di Thom
as Hart Benton all'Art Student Leaugue.

Nel 1936 frequenta il Laboratory of Modern Techniques in Art di Siqueiros,
dove sperimenta tecniche, strumenti e materiali di pittura non tradizionale. Dal 1938 al 1942
lavora nel Works Progress Administration del Federal Art Project nel reparto murales, ma scarsi sono l'interesse e il successo. E' un periodo di gravi difficoltà economiche e di privazioni. Nel 1940 conosce Orozco e la pittura
messicana.

Partecipa alla grande mostra dell'Art of this Century (1942) e viene apprezzato dal critico Clement Greenberg, che lo seguirà e sosterrà per tutta la sua carriera futura. Nel 1943 incontra Peggy Guggenheim con la qualefirma un contratto di cinque anni. Grazie a lei nel 1944 presenta la sua prima mostra personale che gli apre le porte della celebrità.
Sposa la pittrice Lee Krasner nel 1940 e si trasferisce assieme a lei in una fattoria a Long Island, dove conduce una vita modesta, lontano dall'alcool. Gli anni fra il 1945 e il 1950 sono i più creativi.
A questo proposito è bene precisare che l'arte come comunicazione non ha mai interessato Pollock. "Dipingere è un modo di essere", diceva. Questa affermazione ha stimolato il critico americano Harold Rosemberg a scrivere le seguenti parole, nel tentativo di approfondire la concezione pollockiana: "A un certo momento i pittori americani cominciarono a considerare la tela come un'arena in cui agire, invece che come uno spazio in cui riprodurre, disegnare, analizzare o esprime
re un oggetto presente o immaginario. La tela non era più dunque il supporto di una pittura, bensì di un evento [...].L'innovazione apportata dalla pittura di azione consisteva nel suo fare a meno della rappresentazione dello stato per esprimerlo invece in un movimento fisico. L'azione sulla tela divenne così la stessa rappresentazione...".
Una delle innovazioni più importanti di Pollock, all'interno di questo modo di considerare la pittura e il suo supporto materiale, la tela, è stata la messa a punto di una tecnica chiamata "dripping" (letteralmente "sgocciolamento"), consistente nel far gocciolare il colore su una tela posta in orizzontale, determinando la colatura del colore con gesti rituali e coreografici in cui erano presenti reminescenze dei riti magico-propiziatori praticati dagli indiani d'America. Le opere così realizzate si presentano come un caotico intreccio di linee e macchie colorate, con una totale assenza di organizzazione razionale.
Lo stesso Pollock, nel 1949, durante una conversazione con Rosemberg, sostenne la supremazia dell'atto pittorico come sorgente di magia. Subito fu coniato proprio da Rosemberg il termine di "Action-painting", pittura-azione. Considerato "il rantolo mortale del dadaismo", "un atto di negazione totale"..."incapace di assolvere alla funzione di comunicare per l'assenza di immagini definite" (Pollock),
questo nuovo stile venne inizialmente guardato con diffidenza dai critici americani ed europei.

Non sappiamo se questo stato di cose abbia effettivamente turbato l'ipersensibile personalità di Pollock. Quel che è certo è che la sua dedizione all'acool, pur con alti e bassi, non venne mai meno. Nel 1950, dopo un periodo di salutare interruzione, colto dalla depressione (uno stato d'animo che l'ha sempre perseguitato e che non l'avrebbe mai abbandonato), riprende a bere.
Jackson Pollock muore il giorno 11 agosto 1956 in un incidente stradale, ubriaco al volante della sua auto, a South-Hampton.

lunedì 1 febbraio 2010

La gatta Gino Paoli

La gatta

Gino Paoli

C'era una volta una gatta
che aveva una macchia nera sul muso
e una vecchia soffitta vicino al mare
con una finestra a un passo dal cielo blu

Se la chitarra suonavo
la gatta faceva le fusa
ed una stellina scendeva vicina
poi mi sorrideva e se ne tornava su.

Ora non abito più là
tutto è cambiato, non abito più là
ho una casa bellissima
bellissima come vuoi tu.

Ma ho ripensato a una gatta
che aveva una macchia nera sul muso
a una vecchia soffitta vicino al mare
con una stellina che ora non vedo più.