lunedì 31 maggio 2010

Gustav Klimt - Schubert am Klavier


Gustav Klimt
Schubert am Klavier
(Schubert al pianoforte)

1899
olio su tela
150 x 200 cm
bruciato nell'incendio del Castello di Immendorf (1945)


martedì 25 maggio 2010

giovedì 29 aprile 2010

Biografia - Egon Schile


Egon Schiele

Egon Schiele nacque nel 1890 a Tulln, in Austria. Figlio di un capostazione delle ferrovie dell'impero austro ungarico, a quindici anni restò orfano del padre che soffriva di disturbi mentali.Nel 1906 si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Vienna e nel 1907 conobbe Gustav Klimt che lo stimolò nel miglioramento della tecnica del segno e del contorno e lo introdusse nel Wiener Werkstätte (Vienna Workshop), fondato nel 1903. Schiele, che considerò Klimt suo padre spirituale, si formò anche nell'ambito della pittura di Hodler e sviluppò, ben


Egon Schiele Autoritratto, 1912
Matita, acquerello e tempera su carta

presto, uno stile del tutto personale. Nel 1909 lasciò l'Accademia di Vienna e fondò, con altri artisti, il Neukunstgruppe.
Nel 1912 fu accusato di aver sedotto una minorenne e, in seguito al ritrovamento di "disegni pornografici" nel suo appartamento, fu arrestato e detenuto per tre giorni. La dichiarata convivenza con la modella Wally Neuzil e i suoi dipinti e disegni di ragazze minorenni lo mantennero sempre ai margini dalla società tradizionale austriaca.

Nel 1915 sposò Edith Harms e, quattro giorni dopo il matrimonio, fu costretto ad arruolarsi, dopo aver tentato inutilmente di farsi assegnare il compito di artista ufficiale di guerra; inviato a Praga, fu assegnato al controllo dei prigionieri di guerra russi. Tornò a Vienna nel luglio dello stesso anno.

Grande rappresentante dell'espressionismo austriaco ed uno dei più brillanti disegnatori di tutti i tempi, Egon Schiele spinse fino a livelli drammatici l'erotismo moderato di Klimt, tanto che con Schiele, per la prima volta, entrò nella pittura la crudezza del sesso, fatta di nudi estremamente magri e sfiniti.
Vissuto gran parte della sua vita in miseria, nel 1918, sei mesi prima della morte, una grande retrospettiva, organizzata nell'ambito della Secessione Viennese, rivalutò la sua opera e l'originalità e l'incisività del suo segno, consacrandolo al successo.

Nell'autunno del 1918 la moglie, in stato di gravidanza, morì di febbre spagnola; tre giorni dopo, il 31 ottobre 1918, contagiato dalla stessa malattia, Egon Schiele si spense, a Vienna, a soli 28 anni.

Egon Schiele Agonia, 1912 Olio su tela

La secessione Viennese



La Secessione viennese ebbe inizio nel 1897, quando 19 studenti si staccarono dall’Accademia per formare l’Associazione degli Artisti Figurativi d’Austria, di lì a poco ribattezzata Secessione viennese.
I principali fautori furono l’architetto Joseph Olbrich ed il pittore Gustav Klimt. Quest’ultimo, eletto primo presidente della Secessione, ne divenne ben presto l’indiscussa guida spirituale. La sua attività, oltre che nel campo artistico, fu fondamentale sul versante organizzativo, sia per quanto riguarda l’organo portavoce del movimento, la rivista Ver Sacrum, che per l’allestimento delle numerose mostre del gruppo.
Anche la vicenda artistica della Secessione viennese è indissolubilmente legata a quella di Klimt. Sul piano tematico il pittore viennese attinse a piene mani dal Simbolismo francese, immergendo il realismo delle sue figure femminili in un’atmosfera magica e sontuosa, carica di riferimenti mitologici ed allegorici. Da un punto di vista tecnico si avvalse di uno spiccato linearismo, teso a dividere gli spazi in campiture, a loro volta decorate con materiali preziosi, primo tra tutti l’oro. Un linguaggio sofisticato e fortemente decorativo, memore tanto della solennità bizantina quanto della delicatezza dell’arte giapponese (Il Bacio, 1907, Palazzo Liechtenstein, Vienna).
Per quanto riguarda l’architettura della Secessione viennese, Il Palazzo della Secessione di Olbrich rappresenta un perfetto esempio, con i suoi spazi funzionali e la sua rigida impostazione su pianta quadrata. La Secessione promosse la contaminazione tra le arti ed annoverò al suo interno personaggi eclettici come Koloman Moser, designer che si distinse per le importanti innovazioni nella grafica del libro, Joseph Hoffmann, architetto ed arredatore che progettò l’atrio del Palazzo della Secessione, e Otto Wagner, prestigioso accademico che simpatizzò con le teorie secessioniste e ne abbracciò lo stile, soprattutto nella progettazione delle delicate strutture in ferro per la metropolitana di Vienna.